Il piano di accumulo

L’espressione piano di accumulo è utilizzata per indicare l’operatività degli investitori che, a scadenze periodiche, acquistano quote dello stesso strumento finanziario con la prospettiva di tenerlo in portafoglio per un determinato periodo di tempo.

Facciamo un esempio: decidiamo di acquistare ogni mese 200 dollari di azioni EXON.

L’obiettivo principale di chi si avventura in questa operatività è quello di tenere il titolo in portafoglio per periodi molto lunghi prendendo così vantaggio dall’aumento delle quotazioni.

Ci siamo serviti del calcolatore di PAC (acronimo di Piano di Accumulo di Capitale) disponibile sul sito https://www.nef.lu per calcolare la redditività teorica di questa operatività nel lungo periodo simulando un aumento costante delle quotazioni.

Simulatore piano di accumulo

Riuscendo ad individuare un titolo che aumenta costantemente dello 3% per 30 anni consecutivi e reinvestendo gli utili, i nostri ritorni sarebbero stati interessanti.

Piano di accumulo

PIANO DI ACCUMULO E TRADING ALGORITMICO

I lettori del blog si staranno chiedendo come il concetto di piano di accumulo sia coniugabile al trading algoritmico.

Facciamo un passo alla volta e rispondiamo ad una prima domanda: è ragionevole pensare ad un piano di accumulo che abbia come sottostante un titolo azionario? Ad avviso di chi scrive lo è per tre solidi motivi:

1) l’investimento in equity (azioni) è, insieme all’investimento in real estate, uno dei pochi modi per proteggersi dall’inflazione. La quotazione del titolo riflette anche l’aumento dell’inflazione;

2) i dividendi che staccano alcune azioni sono spesso maggiori dei rendimenti  dei fondi che investono in obbligazioni (di stato o azionarie);

3) storicamente, in un ottica di lungo periodo, il mercato azionario è caratterizzato da un bias marcatamente rialzista.

UN PIANO DI ACCUMULO DI CAPITALE (PAC) A MISURA DI TRADER

L’operatività classica in PAC non è esente da critiche. Possiamo individuare tre grandi difetti:

1) ci espone al rischio default (vedi i casi ENRON e MERRYLL and LYNCH);

2) ha draw down molto profondi e di lunga durata;

3) ‘operatività è caratterizzata da rendimenti tendenzialmente bassi.

Aggiungerei poi che la maggior parte dei lettori, essendo dei trader, si annoierebbe da morire.

Proviamo a testare una nostra idea di PAC azionario:

Regole operative:

a) dividiamo il capitale dedicato alla nostra operatività in 12 parti uguali;

b) a partire da gennaio, all’inizio di ogni mese, investiamo una determinata somma nello stesso titolo;

c) liquidiamo tutte le nostre posizioni alla chiusura dell’anno solare;

Decidendo di dedicare 12.000 $ a questa operatività, mensilmente dovremmo investire 1.000 $. Faremo ciò in maniera meccanica, prescindendo dalla nostra visione del mercato.

Vediamo di seguito l’operatività di tre annualità investendo nel titolo Ford (F).

PAC azioni Ford (F) - operatività durante un anno positivo
PAC azioni Ford (F) – operatività durante un anno positivo
PAC azioni Ford (F) - operatività durante un anno positivo
Sopra rappresentata la situazione ottimale che, chiaramente, si verifica quando l’anno chiude sui massimi
PAC azioni Ford (F) - operatività durante un anno negativo
PAC azioni Ford (F) – operatività durante un anno negativo

Osservando la rappresentazione grafica delle entrate mensili e dell’uscita annuale appare chiaro come si tratti di un sistema di money management puro piuttosto che di un sistema di trading.

L’uscita annuale è stata pensata per proteggerci dal rischio default dell’azienda in cui stiamo investendo. SI tratta di una protezione parziale: nel mese di gennaio saremmo esposti di soli 1.000$, a giugno di 6.000$ e così via. L’ipotesi peggiore si avrebbe nel caso in cui l’azienda nella quale stiamo investendo fallisse nel mese di dicembre.

Nel prossimo post cercheremo di rispondere alla domanda “è conveniente investire in PAC?


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articolo originale disponibile qui: https://blog.ungeracademy.it/2019/01/14/piano-di-accumulo-e-trading-algoritmico/